Economia Circolare

Rincari dei Mutui: Un Salasso per le Famiglie Italiane

Spazio pubblicitario

In Breve

Qual è l'aumento medio dei costi per i mutui?
L'aumento medio dei costi per i mutui può arrivare a 540 euro all'anno.
Quali sono le cause dell'aumento dei tassi?
L'aumento dei tassi è dovuto alla risalita dell'Irs, dell'Euribor e all'aumento dei tassi ufficiali della Banca Centrale Europea.
Come impatterà questa situazione sul mercato immobiliare?
Si prevede una contrazione delle erogazioni e una frenata nelle compravendite di abitazioni.

Le famiglie italiane che stipulano nuovi mutui stanno affrontando un rincaro significativo. Una recente simulazione ha rivelato che chi sottoscrive un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni a ottobre 2026 potrebbe pagare fino a 540 euro in più all’anno rispetto a chi ha firmato lo stesso contratto a febbraio dello stesso anno. Questo significa un costo complessivo che può arrivare a quasi 13.500 euro in più nell’arco dei 25 anni.

La simulazione ha confrontato due mutui identici in termini di importo e durata, ma con differenze nel momento di stipula e nei tassi d’interesse applicati. I risultati mostrano che l’esborso totale stimato per il mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre per quello acceso a ottobre si attesta a 196.865 euro, con una differenza di 9.100 euro sulle 300 rate.

Questo aumento dei costi è attribuibile a diversi fattori, tra cui la risalita dell’Irs, il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, e dell’Euribor, utilizzato per i mutui a tasso variabile. Inoltre, il 10 settembre 2026, la Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi ufficiali di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Questo rialzo è stato motivato dalle pressioni inflazionistiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente.

Spazio pubblicitario

Analizzando i tassi, nel segmento a tasso fisso, il miglior tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Di conseguenza, la rata mensile è aumentata da 615 euro a circa 650 euro, mentre il rimborso complessivo è salito da 184.577 euro a 195.034 euro, con un incremento medio di 10.457 euro (circa 418 euro all’anno).

Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile, il tasso è calcolato come somma di uno spread dello 0,60% e della media tra l’Euribor a uno e a tre mesi. A febbraio, il tasso era pari al 2,58% (con una rata di 589 euro), mentre a ottobre si prevede un aumento al 3,24% (con una rata di 632 euro, +43 euro). Fino a settembre, la somma delle differenze tra le rate di febbraio e ottobre è di 160 euro, con il variabile che supera la rata del fisso solo da settembre.

Le proiezioni a lungo termine indicano che il tasso variabile potrebbe salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e poi a 695 euro. In questo scenario, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, con un aumento di 1.414 euro. Se i tassi fossero rimasti invariati ai livelli di febbraio, l’extra-costo sul variabile arriverebbe a 30.673 euro (1.227 euro all’anno).

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha dichiarato: «Tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico restano elevate e questo porterà ad alzare i costi. Si tratta di extracosti che possono trasformarsi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, a fronte di una situazione reddituale delle famiglie italiane che non ha neanche assorbito i picchi dell’inflazione del 2022-2023. Inevitabilmente questa situazione si rifletterà presto in una contrazione delle erogazioni».

Le compravendite di abitazioni hanno già mostrato una prima frenata nel secondo trimestre del 2026. Per valutare appieno l’impatto dei tassi sulle erogazioni e sul mercato immobiliare, sarà necessario attendere le statistiche di fine anno.

Oltre ai mutui, la simulazione ha evidenziato altri extra-costi attesi per l’autunno 2026 per una famiglia media: spesa per carburante +324 euro (consumo familiare ipotizzato di 1.000 litri all’anno), bolletta elettrica +114 euro (consumo annuo di 2.187 kWh) e bolletta del gas +180 euro (consumo annuo di 678 Smc).

Spazio pubblicitario

redazione

Autore di prima-ambiente.it

Tutti gli articoli