Crisi e Rischi Economici nel Calcio Professionistico Italiano: La Relazione della Commissione Indipendente
In Breve
- Quanti club di calcio professionistici in Italia hanno fallito più volte?
- 49 club hanno fallito da 2 a 6 volte negli ultimi quarant'anni.
- Qual è l'importo totale delle perdite aggregate nel calcio italiano?
- Le perdite aggregate superano i 9 miliardi di euro nell'ultimo ventennio.
- Quali sono i rischi associati alla crisi economica nel calcio?
- La crisi aumenta il rischio di infiltrazioni criminali nel sistema calcistico.
Il calcio professionistico italiano sta attraversando una crisi profonda, come evidenziato dalla prima Relazione annuale della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, presentata il 23 settembre 2026. Negli ultimi quarant’anni, ben 49 club hanno registrato fallimenti ripetuti, da un minimo di due a un massimo di sei volte, rivelando una fragilità strutturale del sistema calcistico.
Il rapporto mette in luce perdite aggregate superiori a 9 miliardi di euro nell’ultimo ventennio, con un indebitamento complessivo dei club che supera i 5,5 miliardi di euro. Tra il 1986 e il 2026, si sono registrati 218 casi di società non ammesse ai campionati o escluse durante la stagione, di cui 200 riguardano la Serie C, rappresentando il 91,7% del totale.
Tra le società più colpite, 19 hanno avuto tra i 3 e i 4 episodi di fallimento, mentre il Varese, il Campobasso e il Potenza hanno registrato cinque casi, e la Sambenedettese e il Taranto sei. Queste statistiche non solo evidenziano la precarietà economica, ma anche il crescente rischio di infiltrazioni criminali, poiché il dissesto finanziario può trasformarsi in un fattore di vulnerabilità, attirando soggetti interessati a sfruttare il calcio per penetrazioni economiche e relazionali.
Nei casi più gravi, le emergenze finanziarie hanno richiesto l’intervento dell’autorità giudiziaria e della Direzione nazionale antimafia. Alcuni club, come il Crotone, il Foggia e la Juve Stabia, sono finiti in amministrazione giudiziaria, evidenziando la necessità di un intervento più incisivo.
Per affrontare tali rischi, la Commissione ha proposto di rafforzare gli strumenti dell’Autorità, superando il modello delle vecchie commissioni federali per consentire interventi più efficaci e tempestivi sui profili economici e di legalità. Nel primo anno di attività, dal 1° ottobre 2025 al 31 agosto 2026, la Commissione ha effettuato 1.558 controlli periodici (1.451 sul calcio e 107 sul basket) e 1.130 controlli su adempimenti ammissivi, per un totale di 2.688 verifiche.
Le attività di controllo hanno portato all’emissione di 20 pareri del Collegio, con le principali criticità riscontrate nella Serie C. Club come il Rimini, escluso dal campionato, e la Ternana, fallita a fine stagione, rappresentano solo alcuni dei casi allarmanti. Inoltre, alcune società, come la Triestina, il Trapani 1905 e il Siracusa, sono state penalizzate e retrocesse.
Nel basket, l’esclusione del Trapani Shark per alterazione della competitività ha ulteriormente messo in evidenza le problematiche del settore. La Commissione ha anche sollevato questioni riguardanti l’assenza di meccanismi di verifica sulla destinazione delle risorse pubbliche per la valorizzazione dei calciatori e la limitatezza degli indicatori patrimoniali attuali, considerati insufficienti.
In conclusione, la relazione della Commissione indipendente non solo mette in luce le fragilità economiche del calcio italiano, ma sottolinea anche l’urgenza di interventi strutturali per garantire la sostenibilità e la legalità nel settore.
