Governance e ROI nell’Intelligenza Artificiale: Le Sfide delle Imprese Italiane
In Breve
- Quali sono le principali sfide nella governance dell'AI?
- Le sfide principali includono la visibilità dei costi e la complessità della governance.
- Qual è l'impatto economico della cattiva governance dell'AI?
- Le imprese potrebbero perdere miliardi a causa di iniziative di AI che non raggiungono gli obiettivi.
- Come possono le aziende migliorare la governance dell'AI?
- Implementando pratiche operative chiare e aumentando la visibilità sui costi e sull'uso dell'AI.
Negli ultimi anni, le imprese italiane hanno intensificato gli investimenti in intelligenza artificiale (AI), ma spesso si trovano a dover affrontare un gap di governance che può compromettere il ritorno sugli investimenti (ROI). Con oltre 6 miliardi di sterline di nuovi investimenti annunciati nel Regno Unito, è evidente che l’AI sta diventando un settore cruciale a livello globale, con l’Europa che si posiziona al primo posto per dimensioni del mercato.
L’AI è utilizzata in vari ambiti, dal customer service alla gestione della conoscenza, fino allo sviluppo software e alle operazioni interne. Le implementazioni attuali variano da semplici assistenti virtuali a sistemi complessi integrati nei flussi di lavoro aziendali, capaci di effettuare più operazioni in un singolo task. Tuttavia, misurare il ritorno di tali investimenti si rivela complesso: l’uso dell’AI è distribuito tra diversi dipartimenti e applicazioni, rendendo difficile quantificare i benefici, che spaziano dal tempo risparmiato al miglioramento della qualità dei servizi.
Secondo recenti studi, le grandi imprese del Regno Unito potrebbero perdere fino a 67 miliardi di sterline all’anno a causa di iniziative di trasformazione che non raggiungono gli obiettivi prefissati. In un campione di 500 decision maker senior, solo il 31% delle aziende che utilizzano l’AI ha riportato un ritorno positivo. Questo scenario evidenzia l’importanza di una governance efficace per la misurazione e il controllo dei costi legati all’AI.
La governance dell’AI incide direttamente sulla capacità di misurare il ROI. Un sondaggio ha rivelato che il 51% dei leader IT considera la visibilità dei costi come il principale ostacolo, seguita dalla complessità della governance, indicata dal 47%. Inoltre, la percezione di fiducia nella governance di strumenti come Microsoft 365 non sempre corrisponde alla realtà: il 29% degli intervistati ha segnalato che strumenti di AI hanno esposto dati sensibili, mentre l’8% non è certo di ciò.
Questi gap di governance possono generare costi nascosti, tra cui strumenti duplicati e indagini sulla sicurezza, oltre a richiedere tempo per stabilire l’affidabilità delle informazioni generate. Per affrontare queste problematiche, è fondamentale avere una visibilità chiara sull’uso e sui costi dell’AI, stabilendo responsabilità chiare e creando un ambiente informativo ben governato.
Le pratiche operative degli impiegati, come la distinzione tra bozze e materiale approvato, l’aggiornamento di tracker e priorità, e la registrazione delle decisioni, possono favorire interpretazioni corrette sia da parte delle persone che dei sistemi AI. È cruciale che gli strumenti utilizzati per catturare il contesto siano soggetti alle stesse regole di privacy e accesso delle informazioni che generano.
In conclusione, la domanda per i leader non è più se investire in AI, ma se hanno sufficiente visibilità e controllo per comprendere dove l’AI crea valore e dove genera costi. Le aziende che sapranno spiegare l’impatto dell’AI, i costi associati e i benefici misurabili saranno meglio posizionate per scalare le loro soluzioni.
