Sospesi i licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva: il Governo avvia un tavolo permanente per Taranto
In Breve
- Cosa ha deciso il Governo riguardo ai licenziamenti nell'ex Ilva?
- Il Governo ha sospeso i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva e ha avviato un tavolo permanente per Taranto.
- Qual è l'obiettivo del tavolo permanente per Taranto?
- Il tavolo mira a coordinare interventi e monitorare le opportunità di investimento nella regione.
- Quali sono le linee guida per il futuro dell'ex Ilva?
- Le linee puntano sulla sostenibilità e sulla decarbonizzazione, con forni elettrici alimentati a DRI.
Il Governo italiano ha annunciato la sospensione dei licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva, una decisione che arriva in un momento cruciale per la città di Taranto. Questa iniziativa è accompagnata dalla proposta di istituire un tavolo permanente, coinvolgendo diversi ministeri, per monitorare e coordinare gli interventi necessari per il futuro industriale della regione.
Il tavolo, che si ispira a modelli già utilizzati per affrontare situazioni critiche come quella della Terra dei Fuochi e il Giubileo 2025, ha come obiettivo principale quello di garantire un approccio integrato alle problematiche occupazionali e agli investimenti nella zona. Il Governo ha anche aperto alla possibilità di una partecipazione pubblica all’ex Ilva, a patto che venga presentato un piano industriale solido e credibile.
Le discussioni si sono intensificate dopo che l’associazione Aigi, rappresentante di 28 aziende, aveva annunciato l’intenzione di avviare 2.500 licenziamenti collettivi nell’indotto e negli appalti. Questa decisione era legata alla prevista fermata dell’area a caldo, programmata entro la fine di ottobre, salvo sospensioni da parte della Corte d’Appello di Milano, che aveva già adottato un decreto di sospensione il 27 luglio scorso.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha richiesto alle associazioni datoriali di attendere l’esito della Corte e di sospendere i licenziamenti, un appello accolto con senso di responsabilità dalle imprese associate ad Aigi e Aepi.
Il tavolo permanente avrà il compito di coordinare gli interventi e monitorare le procedure, gli impatti occupazionali e le opportunità di investimento, evitando approcci frammentati. Le linee guida del Governo per il futuro dell’ex Ilva si concentrano sulla sostenibilità e sulla decarbonizzazione, con l’introduzione di forni elettrici alimentati a DRI (Direct Reduced Iron).
Le istituzioni locali hanno avanzato richieste specifiche, tra cui misure normative per Taranto, il blocco delle procedure di licenziamento e il mantenimento di un polo siderurgico decarbonizzato. Inoltre, è stato proposto di potenziare il porto locale come hub per l’eolico offshore e di candidare l’area come zona di accelerazione industriale secondo il regolamento UE, con incentivi mirati e sgravi fiscali per le assunzioni.
Il sindaco di Taranto ha sottolineato l’importanza di tutelare i lavoratori, garantire un futuro per la fabbrica e promuovere investimenti alternativi per riassorbire la forza lavoro. Ha anche evidenziato la necessità di misure per coloro che si avvicinano alla pensione o che sono stati esposti a sostanze inquinanti, richiedendo un ruolo attivo degli enti locali nella gestione degli esuberi.
Il presidente di Confindustria ha messo in evidenza che l’area a caldo è attualmente fermata dall’autorità giudiziaria, mentre l’area a freddo continua a operare. Ha avvertito che senza una cordata acquirente, i rischi di chiusura aumentano. Ha anche definito seria la cordata promossa da Federacciai, esortando il Governo a valutare le offerte e selezionare la migliore.
Le prossime azioni saranno definite in base all’esito dell’udienza della Corte d’Appello di Milano, prevista per il 9 settembre, e alle decisioni dei magistrati riguardo alla sospensione dell’area a caldo.
