Piano per la Qualità dell’Aria in Piemonte: Misure Alternative al Blocco degli Euro 5
In Breve
- Quali misure sono state approvate per migliorare la qualità dell'aria in Piemonte?
- Il Consiglio regionale ha approvato un piano che evita il blocco dei veicoli Euro 5 e introduce misure alternative come incentivi per biocarburanti e fluidificazione del traffico.
- Qual è l'importo previsto per il piano di qualità dell'aria?
- Sono previsti 50 milioni di euro nel prossimo biennio, che possono arrivare a circa 100 milioni considerando altri interventi.
- Quali città sono maggiormente coinvolte nel piano?
- Le città di Torino e Novara sono le principali interessate dalle misure del piano.
Il Consiglio regionale del Piemonte ha recentemente approvato un Piano per la qualità dell’aria che introduce misure alternative al blocco dei veicoli Euro 5, previsto dal decreto legge 73/2025. Questa decisione, che interessa principalmente le città di Torino e Novara, mira a ridurre l’inquinamento atmosferico senza penalizzare i cittadini proprietari di veicoli Euro 5.
Il piano prevede un investimento di 50 milioni di euro nei prossimi due anni, che potrebbe arrivare a circa 100 milioni includendo anche interventi per l’agricoltura e il riscaldamento. Inoltre, entro la settimana, sarà attivata una misura finanziata con 30 milioni di euro di fondi europei (FESR) dedicata alla rigenerazione urbana in tutti i Comuni piemontesi, focalizzandosi su progetti per la riduzione degli inquinanti atmosferici.
Tra le novità più significative, vi è l’introduzione della “Tessera del biocarburante” per i residenti di Torino e Novara, che offrirà incentivi per l’uso di biocarburanti come l’HVO per i veicoli diesel. Sono previsti 7 milioni di euro all’anno per un biennio, con estensioni anche per alcune autovetture Euro 6 (fino a 6d-TEMP).
Un’altra azione importante del piano è la fluidificazione del traffico, con un investimento di 12 milioni di euro per installare sensori in aree ad alta densità di traffico. Utilizzando un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale, si prevede di intervenire su circa settanta incroci tra Torino e i comuni limitrofi, con l’obiettivo di ridurre code e ingorghi del 30%.
La Regione Piemonte ha anche annunciato finanziamenti fino al 90% per la creazione di velostazioni e un bando “Bike to work” con un sistema di cashback. Altre misure per i Comuni includono la depavimentazione stradale, la creazione di piste ciclabili, la forestazione urbana e l’implementazione di Zone 30.
Il piano include anche soluzioni innovative, come la nebulizzazione con cannon fog per abbattere le concentrazioni di polveri sottili, l’aspirazione delle polveri nelle aree più trafficate e l’uso di vernici fotocatalitiche per disgregare gli inquinanti.
La Regione ha presentato questa iniziativa come un approccio alternativo al blocco dei veicoli Euro 5, che attualmente circolano in oltre 160mila unità tra Torino e Novara, rispetto a un totale di 307mila veicoli. Tuttavia, l’approvazione del piano ha suscitato reazioni critiche da parte dell’opposizione e di associazioni ambientaliste. Il rapporto Mal’Aria 2026 indica che il Piemonte è tra i territori più critici della Pianura Padana, con centraline che registrano già valori superiori ai limiti fissati per il 2030.
Le città di Chieri, Mondovì, Cavallermaggiore, Settimo Torinese, Borgaro Torinese e Domodossola sono state citate per le elevate medie annuali di PM10 e PM2.5, con alcuni casi di livelli di NO2 che evidenziano l’impatto del traffico e del riscaldamento domestico.
Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha definito l’esito del voto “un traguardo fondamentale per il nostro Piemonte”, mentre l’assessore all’Ambiente ha sottolineato il lavoro svolto con un gruppo di esperti per un anno, al fine di individuare misure alternative con effetti misurabili e certificabili, definendo l’approccio “innovativo” e orientato alla mobilità nel suo complesso.
