Australia intensifica il divieto degli smart glasses in scuole e spazi pubblici
In Breve
- Quali sono le nuove restrizioni sugli smart glasses in Australia?
- Le autorità australiane hanno esteso il divieto degli smart glasses in scuole e aree pubbliche per tutelare la privacy.
- Quando entrerà in vigore il divieto nelle scuole?
- Il divieto nelle scuole entrerà in vigore il 12 ottobre.
- Ci sono eccezioni al divieto?
- Sì, sono previste esenzioni per chi utilizza gli smart glasses come dispositivi di accessibilità.
Le autorità locali e scolastiche in Australia hanno recentemente ampliato le restrizioni sull’uso degli smart glasses, vietando questi dispositivi in numerose aree pubbliche e negli istituti scolastici. Questa decisione segue un precedente divieto già imposto dal governo federale, che aveva limitato l’uso degli smart glasses in luoghi di lavoro gestiti dallo Stato, centri di servizio, laboratori e edifici dei consigli comunali.
Il City of Sydney, che ospita circa 240.000 residenti, ha aderito a questa iniziativa, unendosi ad altri consigli locali come il City of Yarra a Melbourne, il City of Brisbane e Canterbury-Bankstown. Queste amministrazioni hanno esteso il divieto all’uso degli smart glasses in piscine pubbliche, palestre, asili nido, biblioteche e municipi. Per garantire il rispetto delle nuove norme, il comune ha aggiornato la segnaletica e le linee guida, e il personale è stato istruito a intervenire in caso di comportamenti non conformi, con la possibilità di coinvolgere le forze dell’ordine.
In ambito scolastico, il governo del Western Australia ha annunciato che a partire dal 12 ottobre, studenti, insegnanti, genitori e appaltatori non potranno indossare o conservare smart glasses nei locali scolastici. La ministra dell’Istruzione ha giustificato questa misura come una precauzione necessaria per proteggere la privacy e il benessere di studenti e personale, evidenziando la crescente diffusione di questi dispositivi e i rischi associati.
È importante notare che sono previste esenzioni per coloro che utilizzano gli smart glasses come dispositivi di accessibilità, ad esempio per persone con disabilità visive o uditive. Un consigliere del City of Sydney ha anche proposto un divieto temporaneo alle importazioni di smart glasses fino all’adozione di normative più severe sulla privacy a livello nazionale, sottolineando che i dispositivi a basso costo stanno già invadendo il mercato, creando problemi per le amministrazioni locali.
Gli smart glasses, inizialmente lanciati da grandi produttori e successivamente replicati da altri marchi, hanno sollevato preoccupazioni riguardo al loro potenziale uso improprio, in particolare per quanto riguarda la registrazione non consensuale e episodi di molestia pubblica. Questi dispositivi sono stati talvolta etichettati con termini dispregiativi. Uno studio condotto dall’Università di Sydney ha analizzato un campione di 350 video pubblici su Instagram registrati con smart glasses, rivelando che circa il 60% di essi potrebbe essere classificato come molestie. Misure simili di divieto o restrizione sono state adottate anche in altri paesi, comprese limitazioni in aule giudiziarie in Inghilterra, Galles e nello Stato di New York, nonché divieti per alcuni dipendenti pubblici negli Stati Uniti.
