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Halaesa: Espansione della produzione di avocado in Sicilia

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In Breve

Cosa ha fatto Halaesa in Sicilia?
Halaesa ha ampliato la propria base produttiva in Sicilia a circa 300 ettari per la coltivazione di avocado.
Qual è il modello produttivo di Halaesa?
Il modello produttivo combina selezione dei suoli, irrigazione di precisione e pratiche di agricoltura rigenerativa.
Quali sono le prospettive future di Halaesa?
Halaesa prevede di raggiungere 500 ettari entro il 2032 e di lanciare un marchio proprio entro il 2027-2028.

Halaesa, azienda innovativa nel settore agricolo, ha recentemente ampliato la propria base fondiaria in Sicilia, portando a circa 300 ettari la superficie dedicata alla coltivazione di avocado. Questo incremento è frutto dell’acquisizione di ulteriori 210 ettari, consolidando un progetto di produzione organizzata avviato con successo dalla sperimentazione.

Fondata nel marzo 2022 e trasformata in società benefit nel giugno 2024, Halaesa è il risultato dell’iniziativa di un gruppo di esperti in agricoltura, sostenibilità e finanza, alcuni dei quali vantano oltre dieci anni di esperienza nella coltivazione di frutti tropicali in Sicilia. I primi investimenti, sostenuti da un aumento di capitale e da finanziamenti bancari, hanno consentito l’acquisizione e l’impianto dei terreni iniziali a Tusa e Noto.

Attualmente, circa 100 ettari sono già in produzione, mentre i 210 ettari acquisiti saranno piantumati progressivamente entro la fine del 2027. Il modello produttivo dell’azienda si distingue per l’uso di tecnologie avanzate, che comprendono la selezione dei suoli, l’irrigazione di precisione e il monitoraggio digitale, garantendo una gestione manageriale efficiente. La produzione è certificata biologica e si avvale di pratiche di agricoltura rigenerativa, come l’inserimento di inerbimento permanente e la minima lavorazione del terreno, riducendo così l’uso di input chimici.

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Il primo raccolto, ammontante a circa 200 quintali, è stato venduto nei mercati italiano ed europeo tramite distributori che riforniscono la grande distribuzione. Halaesa prevede di lanciare un marchio proprio entro il 2027-2028. A regime, si stima una resa di 130-140 quintali per ettaro al settimo anno, con l’ingresso progressivo in piena produzione dei 300 ettari dal 2029. Il piano industriale dell’azienda punta a raggiungere 500 ettari entro il 2032, con ricavi stimati tra 23 e 25 milioni di euro nel biennio 2033-2034.

Per quanto riguarda l’irrigazione, Halaesa utilizza un sistema a goccia alimentato da bacini di accumulo e pozzi di proprietà, regolato da centraline che misurano l’umidità del suolo. Nel 2025, il consumo d’acqua è stato di 806 m³ per ettaro. Inoltre, a Tusa è operativo un impianto fotovoltaico da 50 kWp, e il 96% dell’elettricità utilizzata proviene da fonti rinnovabili. Il piano per il 2026-2027 prevede l’installazione di tre nuovi impianti per una potenza complessiva di 180 kWp e un sistema di monitoraggio dei consumi idrici più preciso.

Halaesa attualmente impiega 27 addetti diretti, di cui 25 operai e due agronomi, senza ricorrere a lavoratori stagionali. Con l’espansione, sono previste ulteriori 25 assunzioni tra operai e l’ingresso di tre figure manageriali, portando l’organico diretto a 55 persone e generando ricadute positive sull’indotto locale. Nel 2025, Halaesa ha acquistato beni e servizi per 1,37 milioni di euro da fornitori siciliani, pari al 62% degli approvvigionamenti, con il 59% dei fornitori rappresentato da operatori locali.

Per sostenere il proprio sviluppo, Halaesa ha raccolto 9 milioni di euro tramite aumenti di capitale da investitori del Nord Italia, del settore farmaceutico e del private equity. Ha inoltre ottenuto circa 3 milioni di euro a fondo perduto attraverso il quinto bando “Contratti di filiera” del Ministero dell’Agricoltura e un finanziamento ipotecario di 20 milioni da UniCredit, Crédit Agricole Italia, Mediocredito Centrale e BdM Banca, che ha permesso di consolidare 4 milioni di debiti precedenti. Questo prestito è stato strutturato senza garanzie pubbliche o ulteriori strumenti agevolativi.

Tra il 2028 e il 2029, Halaesa prevede di realizzare un impianto per la selezione del prodotto e di collaborare con l’Università di Palermo per il recupero degli avocado di seconda e terza scelta, oltre agli scarti, nel settore nutraceutico. Francesco Mastrandrea, amministratore delegato di Halaesa, ha sottolineato che questa operazione rappresenta un segnale positivo per l’evoluzione del settore agricolo italiano, evidenziando l’importanza di una governance solida e di una chiara strategia di sviluppo per accedere a strumenti finanziari evoluti. Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit, ha aggiunto che la banca gioca un ruolo cruciale nel fornire competenze specialistiche e soluzioni finanziarie per progetti che uniscono innovazione, sostenibilità e crescita economica per il territorio.

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redazione

Autore di prima-ambiente.it

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