In Breve
- Qual è l'importo del bando per il Piano Casa in Lombardia?
- Il bando ha un importo di 96 milioni di euro.
- A chi è rivolto il bando?
- È rivolto a famiglie con ISEE tra 14.000 e 40.000 euro.
- Qual è la scadenza per presentare le domande?
- La scadenza è fissata per il 30 ottobre.
La Regione Lombardia ha annunciato un importante bando da 96 milioni di euro per il Piano Casa, un’iniziativa mirata a rispondere alla crescente domanda abitativa delle famiglie che non riescono ad accedere né al mercato privato né alle case popolari. Il bando è rivolto a coloro che presentano un indicatore ISEE compreso tra 14.000 e 40.000 euro.
Questo intervento ambizioso prevede la riqualificazione di circa 2.500 alloggi, sia pubblici che privati, senza nuovo consumo di suolo, destinati a locazione permanente a canoni sostenibili. Le risorse del bando sono suddivise in tre linee principali: 48 milioni di euro per imprese, cooperative e Comuni; 35 milioni riservati all’Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale); e 13 milioni destinati a enti sociali e religiosi che operano nel sostegno alle fragilità e nell’accoglienza temporanea per studio, lavoro e cura.
Il finanziamento proviene per metà dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e per l’altra metà dal Fondo sviluppo e coesione nazionale. I beneficiari del bando potranno privilegiare categorie specifiche come giovani coppie, disabili, lavoratori dei servizi pubblici o di imprese con carenza di personale, e studenti. È previsto anche un meccanismo di deroga ai limiti ISEE per soggetti svantaggiati.
È importante notare che il cambio di destinazione d’uso degli immobili è ammesso solo se conforme alla normativa urbanistica vigente. Non sono finanziabili interventi che prevedano la demolizione integrale e la ricostruzione dell’edificio, né l’acquisizione di aree o immobili. I partecipanti possono presentare più proposte, ma in caso di risorse insufficienti, verranno finanziati al massimo due progetti per ogni proponente.
Il contributo a fondo perduto per i progetti sarà di un minimo di 700 euro per metro quadro per quelli con un vincolo di destinazione di almeno 20 anni, che può salire a 900 euro se il vincolo supera i 23 anni. Il valore dei progetti deve essere compreso tra 200.000 e 2.000.000 di euro; per la linea Aler, il tetto massimo è fissato a 15 milioni, mentre non è prevista una soglia minima per il terzo settore e gli enti religiosi.
Tra i criteri di valutazione, si considereranno la durata del vincolo, la rapidità di realizzazione dell’intervento di recupero e il fabbisogno abitativo del comune. Saranno previste premialità per interventi su interi edifici, certificazioni ambientali e azioni di property e facility management, gestione sociale e innovazione.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 30 ottobre, con la pubblicazione delle graduatorie prevista entro la fine di febbraio. Il collaudo dei lavori dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2029, mentre la rendicontazione finale dovrà avvenire entro il 30 giugno 2030.
L’assessore alla casa e all’housing sociale, Paolo Franco, ha evidenziato l’importanza di questa iniziativa nel rispondere concretamente alla domanda di case accessibili, affrontando in modo strutturale l’emergenza abitativa e valorizzando il patrimonio esistente. Inoltre, ha sottolineato la necessità di mettere in rete istituzioni, Aler, Comuni, Terzo settore e operatori economici per massimizzare l’efficacia dell’intervento.
Si prevede che anche altre regioni, come l’Emilia-Romagna e la Valle d’Aosta, seguiranno a breve con bandi analoghi, ampliando così le opportunità per le famiglie in difficoltà.

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